Millesuoni

col senno di poi

about

Alla soglia dei 50 ti viene naturale guardarti indietro.

L’archivio delle immagini si fa sempre più grande e rivedendo le fotografie una per una ti viene da pensare…

Perché questa foto mi piace ?
Se avessi l’opportunità di scattarla di nuovo,
col senno di poi,
cosa farei diversamente ?

E se ciascuna foto rappresentasse
un frammento della tua vita ? 
Una scelta, un evento, un’esperienza…

Si potrebbe estendere ad essa lo stesso ragionamento ?


Col senno di poi
, cosa faresti diversamente ?

“Del senno di poi son piene le fosse diceva un antico proverbio. E a volte è vero: ci sono situazioni in cui non c’è modo di correggere quello che si è fatto avventatamente o d’istinto. Nella vita questo si applica a molte cose, e secondo me la fotografia ne è un paradigma perfetto. Una volta che hai fatto ‘clic’ i giochi sono fatti. Il tempo scorre inesorabile e così, parafrasando quel filosofo che affermava che non è possibile bagnarsi due volte nello stesso fiume (poiché πάντα ῥεῖ), potremmo dire che non è possibile scattare due volte la stessa fotografia. Cioè, ciascuna immagine è unica, dato che unico è l’istante di cui è emanazione, un frammento di un flusso inarrestabile che altro non è che il tempo. Nel tempo scorre la nostra vita, con tutti gli eventi, le esperienze che la compongono, che scorrono proprio come i fotogrammi di un film. 

Da appassionato di fotografia e praticandola da decenni (con svariati livelli di coinvolgimento) ogni tanto sento il bisogno di fare pulizia dentro il mio archivio, mettere un po’ di ordine, ricostruire tutti i collegamenti che le immagini mi rievocano. Spesso mi trovo spiazzato nel constatare come qualche immagine che prima mi piaceva, col passare del tempo, col senno  di poi, mi risulta adesso indifferente e… viceversa.

Condividerò alcuni di questi pensieri, così come mi nascono, in una sorta di “retrospective” delle immagini a cui tengo di più (non necessariamente le più riuscite) e di tutto ciò che può essere ad esse collegato.

Millesuoni

me

Sono nato in un mondo analogico.

Fin da bambino sono sempre stato affascinato dalla possibilità di fissare sulla pellicola i miei attimi preferiti. Per molti anni ho fatto esperimenti, ho esplorato la tecnologia.
La macchina fotografica la usavo.

Poi sono cresciuto. 
Ho studiato.
Ho preso consapevolezza.

Ed è proprio vero:

“La macchina fotografica ti può insegnare come vedere il mondo senza di essa”.