Serendib


A pochi chilometri dalle coste sud orientali dell’India, Sri Lanka (o “Serendib”, “Ceylon”, “Lacrima dell’India”, “Isola Risplendente”, o comunque la si voglia chiamare) è davvero un’isola che sorprende. Le molte guerre che hanno caratterizzato la sua storia non hanno cancellato le numerose testimonianze di un passato glorioso, oggi conservate in diversi siti, molti dei quali appartenenti al patrimonio UNESCO, di grande interesse archeologico e storico.

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Quasi una eccezione nel sud est asiatico per reddito pro-capite (l’equivalente di circa 6000 dollari, a pari potere d’acquisto), e per tasso di alfabetizzazione (92%), Sri Lanka ha visto negli ultimi anni una esplosione del turismo (+52% dal 2012 al 2014, tuttora in crescita secondo i dati della Sri Lanka Tourism Development Authority, http://www.sltda.lk), che ha portato benessere a tutta la popolazione dell’isola. La povertà sembra un lontano ricordo e la gente, semplice e cordiale, accoglie volentieri gli stranieri con uno spirito di amichevole condivisione.
La disponibilità di attrazioni naturalistiche ha tuttavia come contropartita il rischio incombente del loro deperimento per l’eccessivo sfruttamento. Le centinaia di jeep che fanno provare ai turisti l’ebbrezza del safari su e giù per i parchi nazionali costituiscono una evidente minaccia per l’ambiente, unico per le sue caratteristiche di biodiversità, e per le specie animali peraltro messe a dura prova dalla siccità che nel 2014 è stata particolarmente intensa.

Una delle peculiarità del Paese è la coesistenza pacifica di religioni diverse, una situazione di equilibrio raggiunta dopo un passato caratterizzato da aspri conflitti, anche recenti.
Oggi le religioni più diffuse sono il buddhismo Theravada (70,2%) e l’induismo (12,6%), ma è molto seguito anche l’islam (9,7%) ed è presente il Cristianesimo (7,5%). Le usanze e le tradizioni proprie di ciascuna religione si mescolano e si contaminano dando vita a rituali dai molteplici significati.